I glucidi sono essenzialmente molecole composte da idrogeno, carbonio e ossigeno da cui la denominazione carboidrati.
Dal punto di vista energetico forniscono mediamente 4 kcal/g, mentre dal punto di vista strutturale sono suddivisi come monosaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi.
Analizziamo la funzione più conosciuta dei glucidi: quella energetica.
L’organismo mette in azione due meccanismi energetici, a seconda del tipo di sforzo:
Aerobico: si svolge in presenza di ossigeno e utilizza come fonte energetica elitaria i grassi dopo circa 20’ (all’inizio viene utilizzata una miscela dei 3 macronutrienti). Questo meccanismo è deputato a sforzi di lunga durata e bassa intensità, utilizza le fibre rosse, lente, di tipo 1 ed è molto economico, in termini di dispendio energetico, perché ci consente di proseguire lo sforzo per tempi molto lunghi, in quanto abbiamo notevoli scorte di grasso di riserva.
Anaerobico: si svolge in assenza di ossigeno, è deputato a sforzi brevi ed intensi, utilizza principalmente le fibre bianche, veloci, di tipo 2 ed a sua volta si suddivide ulteriormente in:
Alattacido e lattacido, il primo è così definito perché lo sforzo è talmente breve (pochi secondi), da non dare origine alla produzione di acido lattico ed utilizza come fonte energetica i fosfati, il secondo è chiamato lattacido, perché dà origine all’acido lattico, sottoprodotto dell’attività dei muscoli: da questi esso normalmente si riversa nel sangue, attraverso il quale raggiunge il cuore, fegato e muscoli inattivi, dove viene riconvertito in glucosio. Tuttavia, durante un esercizio fisico intenso e prolungato (45 – 50” circa), può accadere che i muscoli producano nel tempo più acido lattico di quanto gli organi sopra detti ed i restanti muscoli inattivi riescano a metabolizzare; in questo caso, la concentrazione di acido lattico nel sangue aumenta fino al punto in cui non è più possibile che venga smaltito a livello dei muscoli attivi. Ecco che si presentano i noti effetti di affaticamento e successiva incapacità allo sforzo, questo meccanismo utilizza come fonte energetica primaria il glucosio demolendo il glicogeno di riserva. I sintomi da presenza di acido lattico, non sono assolutamente da confondere con quelli da indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata, meglio noto con l’acronimo D.O.M.S.
In tutti e tre i meccanismi, lo scopo è la risintesi dell’ATP.
Quindi dei 3 meccanismi utilizzati, l’unico che sfrutta come fonte energetica elitaria i carboidrati è l’anerobico lattacido.