L’allenamento è uno stressor.
Quando un soggetto affronta una seduta di allenamento, si sottopone ad uno stimolo stressante o stressor, di intensità e durata tali da perturbare l’omeostasi del suo organismo. Per omeostasi si intende la capacità di un organismo di mantenere costanti le condizioni chimico-fisiche interne, anche al variare delle condizioni ambientali esterne. Secondo la teoria della “General Adaptation Syndrome” o GAS la risposta organica allo stress è cosi sintetizzabile:
Stress > Risposta > Adattamento
Lo stress è dunque il fattore che scatena la risposta organica che conduce all’adattamento, che a sua volta si traduce nel miglioramento della prestazione. Esso deve però essere dosato opportunamente, se si vuole ottenere un adattamento positivo, al contrario uno stress eccessivo ed incontrollato può essere controproducente e dannoso. E’ quindi necessario disciplinare i parametri dello stimolo allenante in modo da esaltarne gli effetti positivi e minimizzare quelli negativi. L’allenamento è solo uno dei tre fattori necessari per ottenere un miglioramento della performance; gli altri due elementi fondamentali sono l’alimentazione ed il recupero. Possiamo pensare all’allenamento come al lato di un triangolo equilatero, dove alimentazione e riposo ne costituiscono gli altri due. Per ottenere un incremento delle prestazioni è necessario che questi tre lati siano mantenuti in constante equilibrio, in modo da garantire l’equilateralità del triangolo.

Articolo a cura di:
Gianfrancesco Lufen